Harley-Davidson Sportster 800 R

La nuova Harley-Davidson Sportster 800 R cede all'iniezione elettronica

Harley-Davidson Sportster 800 R
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Harley-Davidson Sportster 800 R
Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 10:00 - Categoria: Epoca e vintage

Cosa vi viene in mente se vi dico bicilindrico a V di 45° con 883 cc di cilindrata raffreddato ad aria? Ovviamente una cosa solo può essere: la mitica Harley Davidson Sportster 883 R. Coloro i quali conoscono l’ambiente custom già sapevano che purtroppo l’ultima grande casa che adottava i carburatori stava per cedere, così anche la Sportster si piega alla tecnologia acquisendo l’obbligata  l’iniezione elettronica. La Harley non si sa come l’abbia digerita, ma è finita veramente un epoca. Anche negli States le norme anti inquinamento stanno diventando sempre più rigide in linea con quelle europee, e gli ultimi modelli a carburatore stanno letteralmente andando a ruba.

La HD 883 R è esteticamente un tributo alle XR da competizione che negli anni settanta andavano di moda in America. Rispetto al modello standard, la 883 R ha un look più aggressivo e tanti dettagli di color nero, come il motore verniciato a polvere, il filtro dell’aria, il manubrio ribassato e il serbatoio dell’olio. Nella visione d’insieme si fa notare anche il doppio scarico «shorty dual». L’avvento dell’iniezione elettornica ha aumentato notevolmente la fluidità dell’erogazione: il poderoso V2 non vanta un allungo eccezionale, ma ora è brillante anche nel misto. Il terreno ideale della Sportster è, stranamente, la città: baricentro e sella bassi e il manubrio largo ne fanno un mezzo guidabile da tutti, nonostante il peso consistente. Il propulsore vibra, e meno male; soffrirà invece alle alte temperature per via del raffreddamento ad aria. La frenata, potente e modulabile, richiede un giusto sforzo alla leva, comunque molto minore se confrontato con le versioni precedenti. Tutte migliorie che stanno facendo diventare il gioiello americano non più per pochi, ma “quasi” per tutti. E’ una filosofia che si sta affermando ovunque nel mondo delle due e quattro ruote: settorializzare un prodotto significa morire commercialmente, e anche la Harley ha dovuto fare i conti con le nuovi leggi universali che dominano il mondo commerciale.

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